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Introduzione al British Museum

a large building with British Museum in the background

Il British Museum è il più vasto e antico tra i musei di Londra. E’ al centro al centro della cultura internazionale e ha un impareggiabile funzione educativa. Vengono realizzate mostre, finanziate spedizioni archeologiche, organizzati seminari seminari, pubblicati articoli e  libri.

COSA VEDERE AL BRITISH MUSEUM DI LONDRA

Vediamo ora cosa vedere al British Museum di Londra. Nella visita ripercorriamo le tappe di questa splendida istituzione, che per oltre 250 anni ha tenuto vivo il proposito di fare luce sul nostro passato, attraverso gli oggetti che via via ci siamo lasciati alle spalle. Le collezioni sono divise per sezioni, che si richiamano alle diverse aree geografiche del pianeta, più diverse sale tematiche. All’interno del British sono disponibili diversi itinerari, qui di seguito alcuni dei tesori che non manchiamo mai di presentare: Stele di Roseta, bassorilievi dei palazzi assiri, fregi del Partenone di Atene, resti del mausoleo di Alicarnasso, stanze egizie (compresa mummia di Cleopatra), stanze etrusche e romane, statua megalitica dell’isola di Pasqua, tesoro di Sutton Hoo (nave funeraria anglosassone del VII d.C.), più la corrente mostra gratuita organizzata dal Museo.

Percorsi:

Sin dalla sua istituzione nel XVIIl secolo, il Museo ha raccolto, esibito, conservato e preservato le opere dell’umanità (e inizialmente anche di interesse naturalistico). Erano gli anni dell’Illuminismo, e come scrisse nel 1761 l’autore della prima guida del Museo: “ La curiosità prevale quasi universalmente… Niente può contribuire meglio a preservare l’erudizione, di cui l’Illuminismo è così ricco, della creazione di edifici in ogni nazione per contenere le antichità, ed il Museo della Gran Bretagna ne è un singolare esempio.” Il British Museum non è mai stato semplicemente il Museo delle antichità della Gran Bretagna. In effetti durante il suo primo secolo di vita, fu raccolto ben poco di origine britannica. Fin dal principio gli interessi furono svariati, e anche se le collezioni senza dubbio riflettono le mode nel corso degli anni, la collezione odierna è la più rappresentativa al mondo, in quanto a periodi e a diversità di culture. Le collezioni sono enormi. Per allestire molte delle mostre temporanee, il British Museum non deve ricorrere a prestiti, ma si serve delle straordinarie riserve di cui dispone per presentare argomenti disparati come gli ori del Sud America, le culture delle Maldive, i disegni di Rembrandt, o la religione Indù.

Il 7 giugno 1752 Giorgio II diede il suo assenso formale alla legge che creava il British Museum. L’atto di fondazione univa due biblioteche alla iniziale collezione di Sloane: la Cottonian Library, riunita da Sir Robert Bruce Cotton e risalente all’età elisabettiana, e la biblioteca di Harleiana, riunita dai conti di Oxford. A queste venne aggiunta nel 1757 la Royal Library, composta dai libri acquisiti da diversi monarchi britannici. Queste quattro “collezioni fondative” includevano molti dei preziosi libri ora trasferiti presso la British Library, incluso l’evangeliario di Lindisfarne e l’unica copia sopravvissuta di Beowulf.

Il British Museum fu il primo museo di nuovo tipo: nazionale, non di proprietà ecclesiastica o del Re, aperto al pubblico gratuitamente e teso a conservare tutte le produzioni umane. Le variegate collezioni riunite da Sloane, rispecchiavano i suoi peculiari interessi. L’aggiunta delle biblioteche Cottoniana e Harleiana introdussero elementi letterari e antiquari, facendo del museo anche la biblioteca della nazione.

Storia del British Museum

Collezioni del British Museum

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