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Il fashion a Londra nel Victoria and Albert Museum

a large kitchen with stainless steel appliances

Il Victoria and Albert Museum non è un semplice museo, è un contenitore di meraviglie. La versatilità delle sue sale e degli oggetti in esse contenuti è così ad ampio spettro che ogni visita diventa un’esperienza conoscitiva appagante e mai noiosa. Approfittando della visita all’esposizione temporanea Club to Catwalk, oggi vi parlo della sezione moda. Nel V&A è infatti possibile trovare la più grande e completa collezione di abbigliamento di tutto il mondo, allestita in una grande sala circolare vicino ai disegni preparatori per la Cappella Sistina di Raffaello.

Gli elementi chiave della collezione sono i rari abiti del diciassettesimo secolo, gli impegnativi abiti “Mantova” dal diciottesimo secolo, gli abiti da sera del 1930 e quelli del dopoguerra degli anni ‘60. La sezione storica lascia poi spazio alle minigonne di Mary Quant e ad un numero crescente di pezzi di designer del ventunesimo secolo, epoca che ha visto la crescente varietà di stili, materiali e culture diventare accessibile ai progettisti grazie ai viaggi e alle facilità di comunicazione. A distinguersi nel panorama inglese la famosissima Vivienne Westwood, la stilista del punk e della moda “decostruttiva” dalla pazza chioma rossa fuoco.

Alcune sue creazioni sono visibili anche nella mostra Club to Catwalk, dedicata al fashion degli anni ‘80. Appena varcata la soglia della sala ci si rende subito conto dell’epoca in cui siamo: “Sweet Dream” degli Eurythmics, “Just can’t get enough” cantata dai Depeche Mode, “Ashes to Ashes di David Bowie, sono alcuni dei brani che ci accologno e ci trasportano a più di venti anni fa! Poi una carrellata di fashion designer pensa al resto: i vestiti coloratissimi e spaziali di Chrissie Walsh, le magliette anti-guerra di Katherine Hamnett che davano voce alle persone, i maglioni da infilare nelle gonne di Kay Cosserat che tanto sanno di moda attuale. Al piano superiore ci vengono mostrati i vari stili che imperiavano negli anni ‘80 e ci rendiamo conto che più che un fatto di stile si trattava di un’attitudine poi trasportata nel look: dal New romantic alla moda dello stretch poi sostituita dai più casual “dress to sweat” fatti per scatenarsi nei Rave, dal Gotico al Glam Fetish di Malcom McLaren. Il 16 febbraio la mostra termina, vi consigliamo di affrettarvi se non volete perdervela!

 

Tra le mostre piu’ belle del passato ricordiamo Abiti da sposa dal 1775 al 2014 nel 2015 e The Glamour of Italian Fashion 1945-2014 nel 2014.

 

Marina