Tour di Londra in italiano

Guida alla Tate Modern in italiano

Avvicinarsi o approfondire a basso costo il magico mondo dell'Arte

Immaginate di essere sindaco di una qualche città importante: vi ritrovate con una grossa, enorme centrale elettrica che non serve più a nessuno e crea solo enorme spreco; che fate? beh a Londra un’idea se la sono fatta venire ed anche piuttosto buona. Da quando ha aperto all’interno della vecchia centrale termoelettrica di Bankside (di quelle in stile Battersea che trovate sulla copertina di Animals dei Pink Floyd), il museo d’arte moderna della capitale inglese ha scalato le classifiche mondiali di gradimento e apprezzamento, arrivando ad essere nel 2017 il museo d’arte moderna più visitato al mondo! Non proprio malissimo considerando la data di inaugurazione: 11 Maggio 2000. Insieme cercheremo di indagare il motivo di tale successo e finalmente capire qualcosa sulla cripticità che caratterizza la grande maggioranza delle opere moderne.

Non è un museo facile da visitare ma che paradossalmente si fa amare molto presto; frutto di un sapiente utilizzo degli spazi che ammalia i visitatori e non annoia proprio mai, viste le tante offerte. Come avrete intuito, lo spazio è gigante e non tutto quanto è sfruttato per le opere d’arte; molti piani sono utilizzabili solo dallo staff o dai clienti dei caffè e del ristorante oppure utilizzati per le mostre temporanee a pagamento o per eventi. Incredibile pensare che dopo solo 15 anni di attività ci sia stato il bisogno di ampliare uno spazio già molto grande causa sovraffollamento, eppure dal 2016 c’è una nuova ala che sovrasta l’ex centrale e che offre anche un’altra attrazione oltre alle collezioni artistiche: al decimo piano infatti c’è un vista panoramica di 360° su tutta la città, un regalo magnifico per ammirare a costo 0 tutta la vastità e l’intensità di Londra. Ma questo lo faremo alla fine del percorso che insieme seguiremo, ora veniamo a noi e alle nostre opere d’arte.

Entrando, c’è subito da meravigliarsi: lo spazio della sala centrale chiamata Turbine Hall ospita per un periodo determinato l’istallazione del gruppo di artisti danesi Superflex: si tratta di una serie di altalene a tre posti sparse, precedute da un enorme pendolo che oscilla grave sopra le teste dei visitatori che divertiti e incoscienti si sdraiano sul tappeto che c’è sotto e contemplano, proprio come vuole l’intento dell’opera.

Andiamo a vederci le istallazioni permanenti della Boiler House, ovvero l’edificio “storico” (quello nuovo si chiama Blavatnik dal nome di Leonard Blavatnik, il più ricco tra tutti i britannici). iniziamo dal secondo piano dove troviamo due sale tematiche: In The Studio e Art and Society. Nella prima riallacceremo il filo conduttore che arriva dai linguaggi artistici di fine ottocento e che abbiamo apprezzato insieme alla National Gallery; Monet ci porterà a scoprire i lavori surrealisti di Dali, le oscurità si Mark Rothko, il primo Picasso, l’astrattismo e le tele monocolore. Nella seconda toccheremo temi sociali come guerre, proteste e visioni utopistiche: ancora Picasso e Dali ci danno una loro versione dell’orrore della guerra, ma tutto in questa sala è impegnato: Rachel Whiteread, Marwan Rechmaoui sono forse nomi sconosciuti ai più ma le loro opere vi faranno venire voglia di saperne di più; ottime anche le esposizione fotografiche di questa sezione, molto forti.

Saliamo un paio di piani ed arriviamo al quarto; prima però vi ricordiamo che al terzo piano fino al 2 Aprile 2018 ci trovate la retrospettiva sui lavori di Modigliani. Non sarà parte del nostro percorso ma potete benissimo scegliere di vederla, ad un prezzo di £19.70, appena terminato il nostro giro. Anche in questo piano, dicevamo, due sale tematiche: Media Networks e Material and Objects: nella prima sostiamo un pochino davanti al re dell’arte applicata ai media: Andy Warhol. Ma insieme a lui tanti altri sapranno stupirci: Roy Lichtenstein, Hito Steyerl e soprattutto la torre di Babele di Cildo Meireles, artista brasiliano che rivede una storia e un messaggio biblico applicandolo all’epoca delle radio: veramente imperdibile! Nella seconda sala ci troviamo faccia a faccia con probabilmente l’opera più rivoluzionaria del novecento, non certo per bellezza quanto per la provocazione che significò all’epoca e ciò che causò poi: Marcel Duchamp con il suo “urinatoio”. Vedremo per l’ultima volta Picasso e ci ritroveremo disorientati dalle opere di Magdalena Abakanowicz e El Anatsui.
A questo punto tiriamo il fiato: attraversiamo su un ponte sospeso la sala d’ingresso centrale e arriviamo nell’ala Blavatnik. Qui, gli insaziabili potrebbero chiederci di vedere ancora qualche opera nelle nuove sale: gente come Boris Mikhailov e Marwan Rechmaoui indagano il vivere in una città contemporanea. Altri invece, preferiranno andare a farsi una bella chiacchierata filosofica con la guida ispirati da tutte le opere appena ammirate e dalla vista mozzafiato che ci circonda.

Venite a vedere da dove arriviamo, chi siamo e dove andiamo con un viaggio grafico nella nostra cultura occidentale e facciamolo insieme, perché niente è veramente tanto bello se non viene condiviso!

Siamo disponibili anche a seguire percorsi diversi da questo appena descritto su richieste specifiche.

Lo staff 

Prezzi Visite

£30 a persona
Gratis fino a 18 anni

Durata 4 ore

Mattina o pomeriggio

Disponibile guida giornaliera
e tour privati personalizzati

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